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Rebel

Rebel – Il tradimento (2)

Finito il libro con una nota di rammarico. Ora dovrò aspettare almeno altri 10 mesi prima di leggerne il continuo e spero di non dimenticarmi di loro!
Loro… Sì, perché si arriva a un certo punto dove si confonde la realtà e la finzione, arrivando a dire cose come “devo andare… ho abbandonato la mia amica da sola nell’harem, ed è un postaccio!”…

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Pubblicato da su 4 gennaio 2017 in Libri

 

Make it!

Il tempo è qualcosa di balordo.
Mi ricordo ancora quando alle elementari o alle medie una giornata sembrava durare un’infinità!

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Pubblicato da su 2 gennaio 2017 in vita

 

Nashira: la saga ha finalmente la sua fine.

I regni di Nashira: il destino di Cetus

Quello che voglio fare oggi è scrivere due parole su un libro che ho concluso da poco. Come al solito ho lasciato maturare la cosa, riflettendoci sopra e leggendo un altro libro prima di tirare le somme, anche se ormai questa saga mi sta accompagnando da quattro anni.
Devo dire che alla fine mi sento pronto a giudicare oggettivamente questo libro, senza esser preso dalla foga del momento.
Innanzitutto, parlo della saga “I regni di Nashira” dell’autrice italiana “Licia Troisi”, e il libro che ho concluso è l’ultimo della quadrilogia: “Il destino di Cetus”.

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Pubblicato da su 2 febbraio 2016 in Libri

 

Nuovo Mondo

Cemetery of Forgotten Books by ahermin
Cemetery of Forgotten Books
by ahermin

Finalmente mi sono deciso a scrivere la famosa pagina “Chi Sono”. Non è stato facile, soprattutto riuscire a contenere tutto quello che avevo da dire in un post dalla media lunghezza. Mi rendo conto che fare una pagina come questo post vorrebbe dire spaventare chiunque, anche armato da buone intenzioni nella lettura.
Così lascio qui la mia versione integrale, alla mercé di chi avrà la voglia di leggersela, e un riassunto sarà postato nella pagina “Chi sono”, così da non assillare troppo gli incauti internauti.
A voi la lettura di questo mio mondo in divenire…
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Pubblicato da su 31 gennaio 2016 in pensieri vaganti, vita

 

Bip

glowing red eyes in the dark by Roodoki

 

Bip
In una frazione di secondo tornò cosciente e tutte le sue energie si concentrarono sull’udito. Il suono più fastidioso proveniva da Luca, il suo compagno, che stava dormendo pesantemente. Ogni respiro faceva lo stesso rumore di quando si gonfia un palloncino. Lo aveva sempre pensato, respirava in maniera troppo fastidiosa di notte. Tentò di escludere il respiro, anche se con molta fatica, e si concentrò sugli altri rumori. Il primo era il solito rumore della corrente, tipico della radiosveglia. Ancora una volta le tornò in mente che era stato lui a voler la radiosveglia. “Non voglio svegliarmi col classico suono penetrante della sveglia!” aveva sentenziato lui quando ormai l’aveva già portata a casa. Sempre senza muovere il benché minimo muscolo, continuò la sua ispezione sonora: c’erano i rumori delle macchine che passavano, il vento che faceva picchiare chissà quale ramo sulla grondaia, il frigorifero che quando partiva emetteva un fastidiosissimo rumore di ventola… Insomma, quella casa non era di certo silenziosa di notte, ma di tutti quei rumori non ce n’era uno che assomigliasse al “Bip” elettronico che l’aveva svegliata. Magari era nel sonno. Magari era stato solo un sogno e non si ricordava.
Bip
E invece eccolo, di nuovo e più vicino che mai. Stavolta aprì gli occhi e li girò a destra e a sinistra senza muovere nessun altro muscolo. La camera era un insieme di ombre e forme indefinite e potevano tranquillamente utilizzarla come set di un film horror. Per non spaventarsi più del dovuto, si convinse che in realtà era lei che con la sua miopia non riusciva a mettere a fuoco nemmeno il comodino senza gli occhiali. Ma tentò comunque di squadrare tutta la camera e partì proprio dal comodino. Era dove l’aveva lasciato, con sopra il libro della sera prima, l’abatjour, il portagioie e un qualcosa di non meglio definito ma che si ricordò essere il fazzoletto usato prima di andare a letto. Il comò era più lontano. Riconosceva solo la forma del porta-orecchini, ma tutto il resto le era ignoto. Un’analisi obiettiva faceva pensare a qualche pila di vestiti mai riposti nei cassetti. Girando ancora gli occhi vedeva la parete e il soffitto, con tanto di plafoniera. Il gioco di luci che entrava dalle persiane faceva sembrare il soffitto una lavagna, dove i rami si divertivano a disegnare le più svariate forme dalle mille interpretazioni. Al momento le uniche che le vennero in mente erano solo legate a grosse mani con dita lunghissime che stavano per calarsi sul suo collo per stritolarlo meglio. Forse non era il caso di pensarci.
Bip
Adesso era troppo. Tre volte non poteva sopportarle. Si fece coraggio, si girò di scatto e prese a scossoni il compagno che nonostante tutto continuava a dormire. Insistendo però notò che si mosse più del dovuto. Forse si era finalmente svegliato.
<<Ma non hai sentito i tre Bip? C’è qualcosa che fa Bip!>>. Ma lui per tutta risposta si limitò a mugugnare.
<<Non sto scherzando!>> insisté lei <<Qualcosa continua a fare Bip!>>. Non finì la frase che gli occhi gli caddero sulla radiosveglia sul comodino di lui. Era miope, ma quella radiosveglia aveva un display che anche un cieco avrebbe visto.
00:00
L’ora che indicava era mezzanotte in punto, ma era strano. Erano andati a letto da troppo tempo per essere solo mezzanotte. <<Mi sa che è anche saltata la luce. C’è la sveglia che segna mezzanotte!>>
Con uno sforzo che sembrò sovraumano lui aprì gli occhi. Era vero. La sveglia segnava mezzanotte. Allungandosi il più possibile e tentando di non uscire con troppa parte del corpo dal letto, prese il cellulare e lo accese.
03:17
<<Eh sì, è saltata la luce.>>
<<E quindi? Cosa si fa? Come mai continua a saltare? E cos’è questo Bip che continuo a sentire?>>
Troppe domande per lui. Fortunatamente gli cadde l’occhio sul condizionatore. Ancora uno sforzo sovraumano per prendere il telecomando sempre dal comodino e…
Bip
<<Era tipo questo il suono che sentivi?>>
<<Esattamente così>> Era sempre più preoccupata ma forse iniziava a capire.
<<Era il condizionatore, quando salta la corrente e poi torna fa quel “Bip” che senti. Adesso rimetto la sveglia. Buonanotte!>>
Lei non era del tutto convinta. Così con un po’ di coraggio si alzò, accese la luce principale e si mise gli occhiali.
<<Ma cosa fai?>> Una voce che sembrava uscita dall’oltretomba. E mentre lo diceva si nascondeva totalmente sotto le coperte.
<<Vado a controllare se l’allarme è ancora inserito>>
<<Ma ha la batteria, certo che è ancora inserito!>>
<<Io vado comunque!>> Mentre ormai era già alla porta della camera.
Aprì la porta che era solamente accostata e si ritrovò a dover combattere di nuovo con quelle forme indefinite date dal gioco di luci e ombre. Ma stavolta aveva un’arma in più: era sveglia e poteva accendere tutte le luci lungo il suo cammino.
Accese l’anticamera, si avvicinò alla seconda camera adibita a studio del suo compagno e accese la luce prima di aprire la porta. Niente, tutto in ordine. Si portò verso il salotto e anche qui fece lo stesso, prima la luce e poi il passo dentro la stanza. Una rapida occhiata e anche qui tutto era a posto.
Mancava la cucina. Con calma si avvicinò e accese ancora una volta la luce prima di aprire la porta. Il fritto delle polpette della sera prima la stese, ma non notò nulla di strano.
Rassegnata e un po’ sollevata si diresse verso la centralina dell’allarme. Come da manuale, era comparso il simbolo della corrente staccata. Nella cronologia segnalava “Caduta di corrente” per ben tre volte. Tuttavia era ancora attivo. Forse li valeva davvero tutti quei soldi spesi.
Leggermente più sollevata ritornò a grandi passi in camera, badando bene di spengere tutte le luci solo dopo che fosse uscita dalla stanza.
Una volta tornata in camera trovò ancora una volta lui sotto le coperte. Sembrava una larva da quanto era coperto. Si vedevano a malapena i quattro peli che lui osava chiamare capelli.
<<Domani però dobbiamo capire cos’ha fatto cadere la corrente.>>
Per tutta risposta si sentì arrivare un verso da sotto la montagna di coperte. Lo prese per un si e si rassegnò.
Si mise anche lei sotto le coperte, si tolse gli occhiali e con solo il braccio fuori spense la luce. La camera aveva ripreso le sembianze di qualche istante prima: assolutamente un set horror.
Per un po’ rimase all’erta, ma non sentì più alcun rumore sospetto.
Gli occhi si fecero pesanti. Decise che era ora di dormire.
Si mise anche lei sotto le coperte e si girò verso il compagno. Nell’esatto istante in cui stava per addormentarsi, due intensissimi occhi rossi si aprirono esattamente dove doveva esserci la faccia del compagno e si misero a fissarla.

 
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Pubblicato da su 21 gennaio 2016 in creazioni